Nocciola di Alessandro Bonino
I coniugi Mario e Laura Piovano, di Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria, avevano cercato per molto tempo di avere un bambino senza, purtroppo, ottenere alcun risultato. Su consiglio del Dottor Alberto Miniati, primario della clinica San Michele Arcangelo di Cadelbosco di Sopra, provincia di Reggio Emilia, grande luminare che aveva seguito tutti i loro infruttuosi tentativi, decisero di intraprendere l’estenuante percorso dell’adozione. Dopo dieci lunghi mesi, ricevettero finalmente la comunicazione che un bambino era stato loro assegnato. Grande fu la loro sorpresa quando scoprirono che non si trattava affatto di un bambino, ma di una strega di nome Nocciola.
Notes
Rieccomi finalmente con una nuova storia da cento parole, cominciavo veramente a sentirne la mancanza! Alessandro, l’autore di questa prima storia del 2010 è un’altra new entry del progetto. Sto ricevendo diverse richieste ultimamente e questo è molto bello. Nota al margine, disegnando questa illustrazione ho notato che ormai mi viene automatico mettere la cravatta a tutti i personaggi maschili… che Gietz possa avere a che fare qualcosa con questo?
Beh andatevi a leggere il blog di Alessandro dall’invitante titolo E io che mi pensavo e leggetevi il riassunto della sua vita in 10 righe (e ne ha fatte di grandi cose in 10 righe! qui alessandrobonino.com

Mmmhhh…qualche anima buona mi spiegherebbe la storia?
C e’ qualche arcana finezza che non colgo, oppure e’ davvero la storia piu’ brutta che ho letto in vita mia..(scusa la sincerita’)..oppure e’ qualcosa tipo “mettiamo il lettore alla prova” oppure…troppa nutella prima di scrivere …mbo?
ma no dai! è una storia che si basa molto sull’assurdità del finale, io l’ho trovata molto divertente… ma come spesso succede è molto soggettiva questa cosa. A me piace l’assurdo.
quoto lo scoiattolo e opto per la sua ultima ipotesi;
ho sentito dire che la nutella provoca stitichezza, dunque la storia andrebbe letta in questo modo:
fatto fuori un vasetto da 750 g. di nutella, il nostro si trovò nella non invidiabile condizione di non riuscire a liberare il proprio intestino. Dopo vari e dolorosi tentativi infruttuosi finalmente il dottor Miniati gli consiglia il lassativo giusto. Con le lacrime agli occhi per la gioia della leggerezza ritrovata, il nostro volle dare un’ultima occhiata al fardello che tanta pena gli aveva procurato e lo trovò di una bruttezza spaventosa.
hahahahah…mi e’ capitata un avventura simile in un gabinetto pubblico di Preganziol (tv)..quanto stupore nel rendermi conto che avevo fatto il simbolo dell infinito…