giugno 2nd, 2010
Eves by Ryan Licata

He no longer saw them. It was as if they had vanished from the world, and not just his own. The very idea was absurd, after all it was his problem, and the solution offered by the Union, he recalled, had not been quite so final. He supposed that they had altered his vision, removed them from it, transforming them maybe, rendering them unrecognisable. But it wasn’t long before he stopped wondering about them altogether, having become too busy collecting the rib bones he found everywhere on the streets, too preoccupied by his bizarre desire for the meat upon them.
maggio 27th, 2010
Spine di Lucy

Il bambino con le Spine nacque di sette mesi con un parto cesareo prima che le punte si conficcassero nelle viscere delle madre.
A sei mesi pareva un cactus, a due anni un porcospino.
Nessuno voleva giocare con lui.
Crescendo le spine diventavano sempre più appuntite.
Quando incontrò la ragazza Giunco si avvicinò a lei senza preoccuparsi di poterla trafiggere. Lei si insinuò tra le sue Spine senza pungersi. Innamorati rimasero incastrati l’una nell’altro per lungo tempo. Ma lei, stanca di adattare continuamente la sua forma all’andamento delle punte dell’amato, un giorno sparì lasciando solo un biglietto scritto col sangue.
Note
Questa storia mi ricorda molto Morte malinconica del bambino ostrica di Tim Burton, per cui ero molto tentato di disegnare una cosa in quello stile li. Ma alla fine ho preferito fare qualcosa seguendo solo l’ispirazione del momento, senza seguire troppo un modello esistente. Quello che ne è uscito è questa cosa, che rappresenta più un idea, un momento, una sensazione.
maggio 20th, 2010
Détective Noir et La Trapèze by Ryan Licata

He awoke tied ten feet off the ground to one of the poles in her act, his head aching, and, the worst of it, his coat missing. A spotlight came on, blinding him. Shielding his eyes he spotted her, in penumbra, a tightrope away, her long, shapely legs glitzy in tights stretching out from under his coat. Then the spotlight took to her completely. And she stepped out, onto the rope, her balance out-of-this-world, loosening a button with every step she made, until, by the middle of her act, she was done with it. He marvelled, as his coat fell.
maggio 13th, 2010
IL giorno dell oca by Scoiattolazzo

Libellule polacche strozzate dal gas.
Cigni ungheresi morti di inedia.
I forti tori dell est, decimati.
C’e’ puzza, ed un vento abominevole, mentre l oca dagli anfibi neri fa il verso all acquila.
E nell anfratto schifoso e osceno dove medita, anche il diavolo distoglie lo sguardo davanti all orrore.
Anni dopo a Norimberga, 17 oche vengono giudicate, impiccate, fatte a pezzi e bruciate nei loro stessi forni.
Vittime… carnefici….specchi distorti.
C’e’ gente che giura che tra una sentenza e l altra si e’ sentito piu’ di un quack, provenire da dei giudici dal becco giallo.
Note
Hannes: finalmente ho ritrovato il tempo per fare una nuova illustrazione per Cento Parole. Da quando ho finito Giètz! ho disegnato poco. Forse avevo bisogno di staccare, di pensare ad altro (tipo ai synth e al fare musica). Giètz! è stato una gran fatica, non ultimo perché per anni ho investito un sacco di energie e di tempo in un progetto che in fondo sentivo un po’ estraneo. Non che io mi penta delle scelte fatte, o che consideri il prodotto finale un brutto fumetto, anzi” È stata un’esperienza importante e certamente era un progetto che andava realizzato. Rimane il fatto che ho fatto fatica. Molta fatica. Da qualche giorno ho ripreso a disegnare, ed è bello vedere che l’entusiasmo per questa attività sta lentamente tornando, e forse ora più che mai so in che direzione voglio andare!
Scoiattolazzo: Ringrazio Hannes che mi ha dato l opportunita’ di “pubblicare ” un raccontino a cui tengo molto. Quando l ho fatto leggere ad alcuni amici tempo fa, in molti erano perplessi e mi chiedevano cosa rappresentasse davvero “l ‘ Oca “, risultando evidente che non era riferito unicamente ai Nazisti. Il punto centrale della storia e’ che mi rattrista molto pensare che dei giudici ( per quanto giustamente rancorosi) si siano messi sullo stesso piano proprio di quelli che stavano condannando. Per quelli che come me coltivano l illusione di uno stato di diritto e di una societa’ culturalmente e socialmente piu’ elevata, questa tristezza non accenna a diminuire , ed ancora oggi vediamo subire e commettere barbarie in nome di non si sa’ bene cosa.
E’ questa ” l Oca ” …la parte orripilante che tutti gli esseri umani si portano sempre dietro.
marzo 11th, 2010
Détective Noir et Crimespassionnels di Ryan Licata

Her heavy goons in the alleyway had left him without a single slug, while she’d be packing that piece, neat and compact, under her skirt. Backstage, her name was emblazoned on a door under a paling gold star. Inside, she sat at her dressing table, looking at him through her mirror, mascara streaking to the corners of her mouth. She stood up, turned and slowly hoisted up her skirt, showing what she had every intention of using against him. “Shows over sweetheart,” he said, but as she entwined her feather bower around his neck, he found it all beginning again.
Notes:
Normalmente sono molto razionale riguardo alle mie scelte artistiche. Questa volta ho semplicemente seguito l’impulso. Questo è il risultato, una cosa che potrebbe essere stata ritagliata da qualche rivista di fumetti anni 70, cosa che trovo funzioni abbastanza bene con il racconto, no?
marzo 4th, 2010
(Senza titolo) di Cubber

O per esempio il tac tac del bastone di un cieco sul selciato. Tac
tac tac… non vedo il cieco perché è dietro di me, ma il tac tac
corre sul selciato, sale per un buco sotto le mie scarpe, tac tac tac,
come una febbre delle ossa, tac tac tac, un valzer di marionette; mi
sale lungo la nuca come per darmi la morte, tra i capelli come un filo
o un insetto urticante; mi ustiona mentre scende lungo la faccia, tac
tac tac, entra in bocca e apre nei denti una crepa che si fa sempre
più grande.
Note
Ho lasciato questo racconto da parte per molto tempo perché lo trovato ostico da illustrare. Il mio problema consisteva nel fatto che Cubber descrive gli eventi in questa storia molto da “dentro”, con una visione degli eventi molto soggettiva. Cosa che ovviamente rende il tutto molto interessante. Nell’illustrazione ho cercato di rendere la percezione del corpo da dentro, che è più un sentire che un vedere.
febbraio 18th, 2010
Détective Noir di Ryan Licata

From his ninth storey window the city lights, on and off, created a mosaic against the night. He swigged neat whiskey from a tumbler, staring in at all those well-lit apartments. In rooms and kitchens, against curtains drawn, he could see the cut-out silhouettes of people having their parties. Women, their necks thrown back, mouths agape, laughing their heads off; and men, hanging up their dinner jackets, loosening their neckties, smoking short-cropped cigars. He smoked one himself, raised his drink. Let them have their fun with the lights on, for later, in the dark, he knew it would be murder.
Notes
Questa è la prima storia di Ryan, del ciclo Detective Noir, la prima che ha scritto (avevo pubblicato la prima, Detective Noir et la Chatte, già un po’di tempo fa qui). È stata idea sua quella di dare al detective le mie sembianze. Comunque nelle prossime settimane, un po’ alla volta, voglio completare tutto il ciclo.
gennaio 28th, 2010
A bonsai story di Aitan

Dissi che ero stanco, esausto. Basta, dissi, non andrò a vivere mai né con te né con lei. Basta, dissi, ora seguirò un cammino che è soltanto mio. Adesso, adesso stesso, salirò in terrazza, sceglierò l’albero più nodoso e attaccherò il cappio al ramo più alto. Ma basta ora, ora basta, dissi, e gettai via la cornetta ridendo come un forsennato. Immediatamente, presi la corda dalla stanza delle scope e l’attaccai al ramo più alto dell’albero più nodoso. Mi fermai a guardare e continuai a ridere a crepapelle.
Che ne sapeva la poverina che sul mio terrazzo c’erano solo bonsai?
Note
Ultimamente faccio fatica a disegnare. Qualcosa in me si oppone. Credo di aver bisogno di una pausa… di riprendermi un po’. Nei tarocchi l’impiccato ha un significato complesso che ha molto a che fare con il cambiamento (positivo o negativo a seconda dei casi), probabilmente questa immagine l’ho scelta anche per questo.
gennaio 21st, 2010
The Black Hole di Hannes Pasqualini

In the beginnig it was just a medium sized black hole in the ground, some kind of well, they thought. Farmer Rossert and his younger son Eldebun had been looking at it for most of the afternoon trying to get a clue on its origins. At one point it started to become more two-dimensional, like a flat black disk sitting on the grass and spinning nervously on itself. Farmer Rossert picked up a small stone and threw it into the hole. He never should have done that.
note
Fin’ora avevo solo postato due storie mie, nell’episodio nr.1 di questa serie. Oggi non avevo voglia di lavorare su materiale altrui, per cui vi tocca leggervi questa.
gennaio 14th, 2010

I coniugi Mario e Laura Piovano, di Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria, avevano cercato per molto tempo di avere un bambino senza, purtroppo, ottenere alcun risultato. Su consiglio del Dottor Alberto Miniati, primario della clinica San Michele Arcangelo di Cadelbosco di Sopra, provincia di Reggio Emilia, grande luminare che aveva seguito tutti i loro infruttuosi tentativi, decisero di intraprendere l’estenuante percorso dell’adozione. Dopo dieci lunghi mesi, ricevettero finalmente la comunicazione che un bambino era stato loro assegnato. Grande fu la loro sorpresa quando scoprirono che non si trattava affatto di un bambino, ma di una strega di nome Nocciola.
Notes
Rieccomi finalmente con una nuova storia da cento parole, cominciavo veramente a sentirne la mancanza! Alessandro, l’autore di questa prima storia del 2010 è un’altra new entry del progetto. Sto ricevendo diverse richieste ultimamente e questo è molto bello. Nota al margine, disegnando questa illustrazione ho notato che ormai mi viene automatico mettere la cravatta a tutti i personaggi maschili… che Gietz possa avere a che fare qualcosa con questo?
Beh andatevi a leggere il blog di Alessandro dall’invitante titolo E io che mi pensavo e leggetevi il riassunto della sua vita in 10 righe (e ne ha fatte di grandi cose in 10 righe! qui alessandrobonino.com