Cento storie cento parole. #033

dicembre 17th, 2009

Detective Noir et La Chatte di Ryan Licata

detective-noir
He had dimmed the lamps, lowered the Venetian blinds, closed for business, but she’d come up the fire escape and in through the window; the way his cat did. Seeing her there, standing over him, wearing a slender, black dress, a white patch, an orchard pinned, upon her breast, he saw that she was like his cat in other ways too. He tried to stand up from his swivel chair, but she pushed him down. The chair held them both, pawing and purring, as she curled up on his lap. Yes, curiously, she was like his cat in many ways.

Note

Ci sono alcune cose interessanti da dire su questa illustrazione. La prima riguarda la storia. Ad un certo punto Ryan mi disse che aveva in mente un immagine di un detective noir e che questo detective aveva la mia faccia. Così ho provato a disegnarmi come quel personaggio. Questo tuttavia è solo una prima sprova, credo che seguiranno altri tentativi. L’altra cosa è che ad un certo punto la cartuccia del mio Pentel si è scaricata. Normalmente l’avrei cambiata subito, ma in questo caso mi piaceva l’effetto sporco del pennello sulla carta ruvida, e ho semplicemente continuato a disegnare. Alla fine è saltata fuori un immagine che mi piace molto, credo che dovrò lavorare ancora su questa cosa…

E visto che mi piace molto il disegno originale alla base di questa illustrazione, eccola qui, unplugged e priva di photoshoppaggine!

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Cento storie, cento parole. nr.005 e 006

luglio 16th, 2009

secretgarden

Last Minute (Sbrizz)

Non c’era nulla in quel piccolo appartamento incastrato tra gli alti palazzi del centro. Nulla che potesse far pensare che una volta varcata la soglia per andare sul balcone, questo potesse nascondere un meraviglioso giardino. Immenso, irreale più di un sogno. Ma il salice era lì, sotto le sue fronde un tavolino bianco e due sedie di vimini. Il macha era già pronto, l’aroma si diffondeva dolcemente. Un sorso, poi un’altro. Era tutto quello che voleva in quel momento. Chiuse gli occhi e sorrise pensando che non avrebbe mai più dubitato delle offerte lastminute.

the fly - a hundred word stories

Tomorrow (Ryan Licata)

A fly rested on the lamp nearby. Frank sat smoking; a deaf tap sent ash from his cigar falling like snow. Nobody was around. When a man has thoughts of tomorrow to contend with a fly has no place being there. Breathing cigar air, his hand relaxed, unfurled a fleshy palm. Minutes past; the fly edged across the lamp. Frank noticed the abundance of grey hairs entwined about his wrist watch; smoke fled from his nostrils. Seconds past; the fly flew its erratic way nearby, where, closed in tight by soft flesh, death came so slow it didn’t make sense.

Notes:

Nella prima illustrazione ho recuperato un po’ della mia technica “Dog Show” per rendere l’atmosfera surreale e onirica della storia. Ho lavorato con pezzi di fotografie aggiungendo un po’ di pittura digitale. Grazie a Night-Fate-Stock (deviantart) per lo stock del salice. L’illustrazione per la seconda storia l’ho fatta tutta di getto, direttamente sul mio sketchbook. Per qualche ragione ho sempre pensato che questa storia dovesse avere un atmosfera da noir anni 50. Non chiedetemi il perché… forse per il sigaro? Nell’illustrazione ho cercato di espandere il concetto di “thoughts of tomorrow” aggiungendo le memorie di ieri. Due cose strettamente collegate, no?

Where Am I?

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